«Veramente tu sei un Dio nascosto, Dio di Israele, salvatore.»
(Isaia 45, 15)

Asmenos scrive:
Non serve scomodare Dio. E' una terra abbastanza libera.
Mi trova d'accordo nell'affermare che molti intorno all'idea di Dio hanno ricamato sì buone norme etiche e morali ma anche tante limitazioni alla libertà dell'uomo. Nell'imposizione normativa di quelle regole molti hanno trovato pretesti per esercitare il loro potere, e da ciò il loro cuore è rimasto corrotto. Da questo le parole che sono attribuite a Isaia e Gesù nella Bibbia, ci mettono già in guardia: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» (Mc 7, 6-8).
Tuttavia, Asmenos, consideri quanto segue.
Ammettendo che Dio esista e che Gesù, suo Figlio, abbia veramente calcato la terra di Palestina facendo ciò che è descritto nei Vangeli, non trova forse che lo stile di questo eventuale Dio sia tale da garantire comunque la libertà dell'uomo? Quello cristiano è un Dio nascosto, che non si preoccupa dei fasti e della gloria, ma che scivola silenziosamente fin dalla sua nascita tra i mediocri, i poveri e i peccatori, ai margini della Storia. Non è un Dio come lo vuole Giuda, un Gesù Cristo condottiero che compie imprese eroiche, visibile e ampiamente registrabile dalla storiografia. Non è neanche filosofo, scienziato o un genio dell'intelletto che cerca di fissare idee strabilianti, lasciandole scritte in opere. In fondo le vittorie, le scoperte, le teorie, sono eventi che hanno un dominio temporale ben definibile. Invece questo storicamente insignificante Figlio di Dio si preoccupa di combattere le imperfezioni, gli sbagli, i mali che affliggono e che limitano veramente e perpetuamente attraverso la storia l'uomo per come è fatto. Un Dio che agisse così non mi parrebbe limitare la libertà, geloso del suo potere assoluto ed eterno, anzi. Offrirebbe addirittura una via di liberazione dal Male dei mali, dal Limite dei limiti per l'uomo, la Morte, e tuttavia quest'opera così grande rimarrebbe nascosta e dubbiosa, non imposta, e comunque sottoposta al libero arbitrio della persona che può scegliere di credervi, liberandosi da sé, o no. Questo Dio cristiano pur onnipotente Creatore, quindi amante della vita, diventerebbe anche col suo nascondimento amante della libertà della sua creatura (ai nostri occhi) prediletta. Un Dio che conferisce all'uomo il sommo bene della libertà e che tuttavia ha deciso di proporgli la Verità lasciandola però oggetto di scelta.
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