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Un semplice diario di viaggio, per crescere. Passi di un cammino che vuole felicità e salvezza.

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giovedì 4 marzo 2010

Una nota sullo stile del Dio cristiano

«Veramente tu sei un Dio nascosto, Dio di Israele, salvatore.»
(Isaia 45, 15)




Asmenos
scrive:

Non serve scomodare Dio. E' una terra abbastanza libera.

Mi trova d'accordo nell'affermare che molti intorno all'idea di Dio hanno ricamato sì buone norme etiche e morali ma anche tante limitazioni alla libertà dell'uomo. Nell'imposizione normativa di quelle regole molti hanno trovato pretesti per esercitare il loro potere, e da ciò il loro cuore è rimasto corrotto. Da questo le parole che sono attribuite a Isaia e Gesù nella Bibbia, ci mettono già in guardia: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini» (Mc 7, 6-8).

Tuttavia, Asmenos, consideri quanto segue.

Ammettendo che Dio esista e che Gesù, suo Figlio, abbia veramente calcato la terra di Palestina facendo ciò che è descritto nei Vangeli, non trova forse che lo stile di questo eventuale Dio sia tale da garantire comunque la libertà dell'uomo? Quello cristiano è un Dio nascosto, che non si preoccupa dei fasti e della gloria, ma che scivola silenziosamente fin dalla sua nascita tra i mediocri, i poveri e i peccatori, ai margini della Storia. Non è un Dio come lo vuole Giuda, un Gesù Cristo condottiero che compie imprese eroiche, visibile e ampiamente registrabile dalla storiografia. Non è neanche filosofo, scienziato o un genio dell'intelletto che cerca di fissare idee strabilianti, lasciandole scritte in opere. In fondo le vittorie, le scoperte, le teorie, sono eventi che hanno un dominio temporale ben definibile. Invece questo storicamente insignificante Figlio di Dio si preoccupa di combattere le imperfezioni, gli sbagli, i mali che affliggono e che limitano veramente e perpetuamente attraverso la storia l'uomo per come è fatto. Un Dio che agisse così non mi parrebbe limitare la libertà, geloso del suo potere assoluto ed eterno, anzi. Offrirebbe addirittura una via di liberazione dal Male dei mali, dal Limite dei limiti per l'uomo, la Morte, e tuttavia quest'opera così grande rimarrebbe nascosta e dubbiosa, non imposta, e comunque sottoposta al libero arbitrio della persona che può scegliere di credervi, liberandosi da sé, o no. Questo Dio cristiano pur onnipotente Creatore, quindi amante della vita, diventerebbe anche col suo nascondimento amante della libertà della sua creatura (ai nostri occhi) prediletta. Un Dio che conferisce all'uomo il sommo bene della libertà e che tuttavia ha deciso di proporgli la Verità lasciandola però oggetto di scelta.

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giovedì 25 febbraio 2010

Risposta, e premessa, al Padre Nostro




Figli miei,
Siete la mia vita e la mia libertà,
no lo vedete ma io so e conosco
i vostri nomi e i movimenti interiori,
speranze e afflizioni, di ognuno di voi
che abitate ogni parte del nostro mondo.
Vorrei venirvi incontro,
in bisognoso abbraccio,
ma più di questo desidero
guadagnare da voi vera accoglienza
e la vostra fiducia, totalmente gratuita.
Coltivate il pane, curate ogni bene
della mia terra, che è per voi.
Perché io ho a cuore
la vostra vita e la vostra libertà
salve da ciò che le nega ed è il Male.
Io da sempre e per sempre v'attendo
uniti nella mia Pace senza tempo.
Eccomi: venite allora, vi prego,
l'uno insieme all'altro.
Ecco la mia strada, quella è la mia porta:
la Chiave è già con voi, nelle vostre mani.

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giovedì 14 gennaio 2010

Una risposta a Red sull'intuizione esistenziale

Conservo qui la mia risposta a questo bel post.

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Il pensiero più irrazionale dell'uomo è ritenere sbagliato tutto cià che è irrazionale.


Come si fa a non avvertire l'irrazionalità come qualità connaturale alla razionalità umana?

Sono convinto anch'io, in linea con quanto hai riportato di Goedel, che possediamo una certa intuizione esistenziale della verità, di per sé stessa irrazionale perché la nostra ragione ne diffida per prima. Ne parlavo infatti qui.

E' la mia intuizione irrazionale che mi fa credere all'esistenza dell'anima e a inquadrare dolore ed emozioni come segnali rivelatori del legame momentaneamente inscindibile tra anima e corpo. E' sempre l'intuizione esistenziale che mi fa indicare nella presenza della vita stessa nell'universo, cosi ancora inspiegabile, e nell'esistenza dell'amore umano le due massime prove della presenza di un incerto Qualcun'Altro davanti al quale inchinarmi di meraviglia e gratitudine. Io spero davvero che esista una copia metafisica della realtà fisica, nella quale sguazza la mia anima, che possa fungere per essa da rifugio dopo la morte nell'attesa di restaurare la completezza - che è la promessa cristiana della Risurrezione.

E' irrazionale tutto ciò, ma io penso che questa mio credere sia tanto, tanto reale.

Vorrei infine confortare l'atto di fede che hai professato, caro Red, circa la "memoria universale". Pim Von Lommel, cardiologo, nei suoi studi sulle esperienze di pre-morte, forse gli unici ammantabili di scientificità, ha proprio ipotizzato qualcosa di simile. Leggi la fine di questo.

Cordialmente,

piccolo-uomo

PS: Questo tuo post mi ha centrato nel cuore.

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