Il rifiuto totale di
DIO e la sua sostituzione con l'
IO da parte di Giuda, che
dispone della sua vita, la dice lunga sull'essere umano. Ancora una volta mi sembra
essenziale il quadro della Genesi: l'uomo continua drammaticamente a voler cogliere il frutto, la conoscenza del bene e del male. Non si tratta di creazionismo, ma di rivelazioni ontologiche.
Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. [...] Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. [...] E detto questo aggiunse: «Seguimi». (Gv 21, 1-19)
Pietro rinuncia al frutto, si sottopone al perdono, al movimento del cuore di Dio verso l'uomo peccatore. Infatti l'evangelista usa inizialmente in "
mi ami tu più di costoro?" il verbo greco
agapao, ovvero
amare totalmente, senza limiti. Poi, la seconda volta, Gesù scende di un gradino "
mi ami tu", lo stesso verbo ma senza più il paragone con gli altri. Infine il termine cambia, diventa
fileo, cioè un piccolo, umile e umano
voler bene, lo stesso usato sempre nelle sue risposte da Pietro. Qui c'è l'incontro dell'uomo con Dio, ma è Questi che si è mosso... Finalmente la rinascita, la ripresa del cammino: "
seguimi"
.
Il perdono libera l'uomo.Il suo rifiuto, invece, lo può portare fino alla schiavitù definitiva della morte.
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